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Cosa è il Metodo QZERO e perché è nato così.

Marco Mancino
21 ago 2018
Tempo di lettura: 3 min

Ho installato per la prima volta QGIS (in versione 0.8.1 Titan) sul mio PowerBook nel 2007.

Mi serviva ArcMap della ESRI, ma a quei tempi non esisteva per il mio Mac.

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Partivo da zero. E non ero per niente autonomo.

Tutte le volte dovevo chiedere a qualche collega/amico bravo con il GIS, ogni volta che mi serviva una carta.

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Oppure cercavo sui forum le soluzioni... tutte complicatissime.

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Youtube non esisteva ancora.

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Nel 2008 decido di seguire il primo corso di GIS per ArcMap, ovviamente.

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30 ore di formazione, nozioni da ricordare, comandi, manuali, libri.

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I miei colleghi scrivevano appunti, prendevano nota, eseguivano gli esercizi.

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Un mese dopo loro avevano già dimenticato tutto.

Col tempo anche a me sembrava di dimenticare... di perdere i pezzi, le nozioni.

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Il programma era fermo lì... La licenza scaduta.

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Nel 2011 installo sul mio iMac il Parallel con XP e ArcMap.

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Su Mac OSX installo QGIS 10.3.

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La guerra in casa, Mac contro PC. ArcMap contro QGIS.

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Inizio a prendere confidenza con QGIS, pensando che tanto se non so fare qualcosa ho sempre ArcMap...

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Installo le versioni successive, QGIS diventa un alleato fondamentale per produrre presto e bene (ma veramente bene) la cartografia delle mie procedure di valutazione di impatto ambientale dei progetti di territorio.

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Nel 2012 inizio a collaborare con l'Università.

Alla magistrale sono veramente tutti bravi.

Mi occupo prima di analisi di piani urbanistici poi di analisi del territorio.

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Il GIS è pane quotidiano. E' l'ingrediente base di ogni progetto.

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Mi metto a studiare le funzioni più avanzate, le applico al mio lavoro e i colleghi iniziano a capire che il CAD ti incasina quando devi proiettare (al volo e senza impazzire) un progetto su una ortofoto e poi metterci sopra direttamente le particelle catastali.

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Un giorno un collega ingegnere mi chiama e mi chiede di insegnargli QGIS da zero.

Ha vinto un assegno di ricerca, deve fare delle semplici tematizzazioni, ma gli serve QGIS.

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Il problema è che non può passare da me un paio d'ore a settimana.

Non ha tempo.

Ha un solo giorno da dedicarmi.

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Ci penso... E mi arriva un suo messaggio: "come si fa ad installare QGIS su windows?"

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Inizio a scrivere una email fiume con tutti i passaggi.

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Mi blocco e chiudo tutto.

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Giro un video, registro lo schermo mentre scarico e installo QGIS.

Parto da zero, vado su Google, scrivo QGIS, vado sul sito, download, aspetto... scompatto il pacchetto di installazione, installo, riavvio.

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Gli mando il video di due minuti dal titolo "come installare QGIS su windows" e gli scrivo: facciamo una full immersion di un giorno.

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Da zero.

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Sono le 9:00 di un sabato mattina di maggio ed arriva puntuale col pc portatile ed il programma installato seguendo le istruzioni del video.

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Prendo una decina di slides.

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-> Gli spiego la differenza tra GIS e SIT.

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--> Gli faccio vedere la differenza tra vettoriale e raster.

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---> Gli parlo di files .shp

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----> Gli parlo di CRS e di UTM.

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Spiego che "questi discorsi" sono alla base del funzionamento del programma e si parte con il "corso" vero e proprio.

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Scelgo argomenti semplici e gli passo dei dati di prova.

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Per ogni argomento: TEORIA - ESEMPIO - ESERCIZIO PRATICO.

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Deep learning, apprendimento profondo, come una macchina.

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Alle 18:00 esce con il suo portatile, con il programma installato, con i dati di prova, con gli esercizi svolti.

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Nel tempo mi ero registrato dei video... Giusto per evitare di dimenticare alcune procedure e non perdere tempo a cercarle.

Glieli mando per fare esercizi e rinfrescare i concetti.

A novembre 2016 inizio un corso di sistemi informativi territoriali applicati all'analisi del territorio per gli studenti del primo anno di Architettura a Firenze. Praticamente le basi applicative di QGIS.

Circa 90 studenti, divisi in 30 gruppi, che dopo la prima lezione mi chiedono:

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"Scusi, come ha detto che si chiama quel programmino?"

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Anche loro partono da zero, anche se hanno più tempo. Forse troppo tempo perché tra una lezione e l'altra potrebbero passare 10 giorni.

E come fanno a ricordare le procedure? E se mi scrivono tutti i gruppi? 30 email alla volta?

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Carico i video sul portale e-learning, ma funziona male. Forse non è progettato per ospitate così tanti video.

A volte nemmeno io riesco a connettermi.

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Allora apro un canale Youtube, che di sicuro lo vedono anche da smartphone. Un canale aperto che può servire a chiunque che cerca tutorial di QGIS da zero.

E gli studenti iniziano a vedere i video ed il corso inizia ad andare bene e gli elaborati sono corretti. Tanta roba per chi parte proprio da zero.

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Mi scrive anche il collega ingegnere: "grazie, è stato uno dei migliori investimenti che ho fatto! In un giorno ho davvero imparato le basi e con i video mi mantengo i concetti sempre attuali!"

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